. Che la giustizia Italiana non sempre abbia dimostrato chiarezza nel suo procedere e nelle sue conclusioni è purtroppo fuori dubbio. Quante sentenze con assoluzioni dubbiose tanto che alcune formule di rito sono state separate. Ma ogni cittadino, quando è in presenza di una sentenza, non in grado di soddisfarlo, ricorre, cerca tutte le vie per giungere a delle conclusioni a suo parere giusto. Non si era mai visto sino ad oggi, tanti pregiudizi, tanti sbarramenti, tanti giudizi sommari sui nostri giudici.
Ogni tanto si vede per televisione che in altri Paesi, persone condannate a tanti anni di pena sono poi risultate innocenti e alla fine liberate. Ma lo scontro nel nostro Paese non è sulla qualità dei giudizi, ma su chi sono emessi i giudizi, per tanto ti vuole una legge che se votata risulterebbe gravissima nell’escludere figure politiche e istituzionali dal giudizio.
La storia è antica inizia con i processi della fase “mani pulite” e si è protratta fino ad aggi. L’attuale Presidente del Consiglio sostiene che quei giudizi sono tutti politicizzati e guarda...guarda...tutti di sinistra, perché si sono permessi di giudicarlo, trovare con le mani nel sacco qualche sue strette amico-collaboratore, volere ostinatamente andare fino in fondo su una serie di questioni, utilizzando strumenti, che se utilizzati secondo la legge sono assolutamente giusti anche perché già in atto in tutti i Paesi democratici del mondo: le intercettazioni. Ma la cosa che è ancora più grave e che si voglia lasciar cadere migliaia di processi in quanto cadrebbero nella nuova legge.
C’è un vecchio detto, che dice che chi non ha paura non teme.
Allora perché tanto astio, tanto vittimismo, tanto scredito su degli operatori della giustizia, che in certi momenti hanno pagato con la vita la lotta contro la mafia e le malefatte nel nostro Paese. Perché voler gettare tanta sabbia su di un fuoco che deve sempre ardere perché il Paese deve progredire e andare avanti.
Qui comando io, questa è casa mia, antico adagio di una canzone delle mondine nel descrivere il loro padrone. Si è vero il Presidente ha vinto le elezioni e ha diritto e dovere di governare, dentro però alla legge e alla Costituzione.
Proprio oggi si è saputo di un ragazzo condannato per aver rubato due mandarini. A chi si deve appellare? A chi si deve chiudere? Ma la legge non è uguale per tutti.
Attilio Fania
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